Centro equituristico

  • Gestione naturale del cavallo
  • Scuola di equitazione di campagna
  • Escursioni in sella e in carrozza
  • Pensione cavalli
  • Trekking someggiato con asini
  • Scuderie didattiche: gli equini (cavallo,pony, asino, bardotto e mulo)dal mondo antico a oggi.
  • Ciclo officina ed escursioni in bici

La gestione naturale parte dal presupposto che occorre creare prima di tutto condizioni di vita vicino a quelle naturali, e solo successivamente si possono fissare le basi per una  relazione etica. Non si impongono delle conoscenze ma si lascia l’animale libero di esplorare, di processare le informazione, di valutare  di trovare soluzioni tali da formare una mente flessibile, equilibrata e propositiva

Tra il cavallo e l’uomo è possibile instaurare con naturalezza un ottimo rapporto attraverso la comunicazione,la comprensione e la psicologia. Questo metodo può essere un’alternativa all’approccio tradizionale al cavallo, che spesso passa attraverso la meccanica, la paura e l’intimidazione.
Cosa significa Equitazione Naturale? Perché Naturale?
Perché si utilizza quello che è il linguaggio universale dei cavalli. Tradizionale invece non è uguale in tutte le parti del mondo,non è universale, ma cambia da un luogo all’altro e da persona a persona. Vi è mai capitato di vedere qualcuno davvero naturale con i cavalli? Quando persone del genere lavorano con i cavalli sembra che giochino con loro ed ogni cosa, anche la più complicata, avviene con naturalezza. Riuscire a spostare un cavallo del peso di 500 kg con la pressione di pochi grammi e farsi seguire senza nessuna corda o redine,solo perché lui vuole stare con te,è senza dubbio un’esperienza che tutti coloro che amano i cavalli vorrebbero poter provare. Condividere e non costringere; questa è in estrema sintesi la dinamica del nostro approccio al cavallo e lo scopo di questo metodo è quello di riuscire a fare in modo che il maggior numero di persone possa gioire nel provare questa esperienza in sicurezza.

È un metodo di lavoro che basato totalmente sulla comunicazione etologica con il cavallo.  
In pratica consiste nell’imparare a comunicare con il cavallo usando solo la propria postura e sensibilizzando la ricettività dei cavalli…che con la doma spesso perdono.  
Fondamentalmente si lavora con due tipi di pressione fisica e visiva (rispettivamente ritmica e costante) in modo da far reagire il cavallo in un dato modo. Ad ogni azione corrisponde una reazione. se ad esempio fisso il posteriore del cavallo lui cede spostandolo in direzione opposta. Ora detta cosi non si capisce proprio niente. All’inizio tutti i cavalli si oppongono ma con tanta pazienza e costanza i risultati sul piano relazionale si vedono.

I tredici ettari di cui si compone l’azienda, tra oliveti e seminativi, dedicati interamente al pascolo dei cavalli, quantifica e determina la grande cura e passione che Michela eroga nella gestione dei suoi animali e non solo cavalli.

Lo stage si è svolto su due giorni intensi di teoria e pratica, focalizzate sui principi dell’equitazione etica: gestione naturale, approccio cognitivo e alterità. I partecipanti hanno imparato a guardare i cavalli con nuovi occhi, occhi che considerano l’animale un essere senziente, dotato di una propria sfera psicologica, emotiva e comportamentale. Si è abbandonata la visione strumentale del cavallo che risponde alla dinamica stimolo-risposta-rinforzo per abbracciare quella della conoscenza etologica e dell’approccio zooantropoligico.

L’equitazione etica non è un metodo ma un percorso di conoscenza di se stessi e del proprio compagno equino per condividere esperienze gratificanti per entrambi. i metodi più noti, insegnano come ottenere risposte automatiche, aiutano a costruire robot, formano esseri privi di flessibilità mentale. Non interessa se i cavalli vivono reclusi in box o meno, mentre l’Equitazione Etica parte dal presupposto che occorre creare prima di tutto condizioni di vita vicino a quelle naturali e solo successivamente si possono fissare le basi per una relazione etica. Non si impongono delle conoscenze ma si lascia l’animale libero di esplorare, di processare le informazione, di valutare di trovare soluzioni tali da formare una mente flessibile, equilibrata e propositiva. Questo è quello che le due splendide giornate hanno lasciato ai numerosi stagisti entusiasti.

Occorre sottolineare l’attenzione e la competenza del presidente del centro, Michela Rugge, autrice, tra l’altro, di un libro “Andateci a Cavallo” itinerari naturalistici di equiturismo nel Salento, nel garantire quotidianamente condizioni di vita ai cavalli, affinché si realizzino alti livelli di relazione e di benessere psico-fisico.

 

Trekking someggiato con asini

L’asino è considerato un animale molto comunicativo e socievole, infatti si tratta di un animale addomesticato da millenni e utilizzato dall’uomo per trasportare cibo e merci. Esistono diverse razze di asino, diffuse in tutto il mondo e sono molte le località turistiche a offrire l’esperienza del trekking someggiato.

Al contrario del trekking più spinto e frettoloso, quello con gli asini è adatto anche alle famiglie con bambini.

Trekking someggiato, cos’è

Il trekking someggiato è una pratica legata al cosiddetto turismo lento e consiste nell’effettuare escursioni affiancati dagli asini. Gli asini saranno addetti al trasporto di zaini e altro occorrente per rendere più leggero il cammino dell’escursionista e non solo.

L’asino, nel trekking someggiato, non dovrebbe essere visto solo come un animale da traino, bensì un compagni di avventura che consente di assaporare il gusto di rallentare.

L’asino è un animale pacifico, lento, calmo, sicuro e tranquillo. Riesce a mostrare calma anche in situazioni caotiche donando tranquillità a chi gli sta vicino.

Il trekking con gli asini permette all’escursionista di godere a pieno (e con tutta tranquillità) dei panorami e degli scorci che via via si presentano.

 

L’equitazione di campagna

si basa sul rapporto uomo, cavallo, ambiente. Queste attività hanno delle origini molto antiche, motivo per cui alcune di esse sono particolarmente diffuse sia come attività amatoriali che come discipline sportive.

Con questa definizione si intendono tutte quelle attività equestri che vengono appunto svolte in campagna e che si basano sul rapporto uomo, cavallo, ambiente. Queste attività hanno delle origini molto antiche, motivo per cui alcune di esse sono particolarmente diffuse sia come attività amatoriali che come discipline sportive.

 

Turismo equestre

I tanti appassionati che non si dedicano all’equitazione senza con fini agonistici, hanno possibilità nell’ambito di questa attività di praticare il turismo equestre che si estrinseca dalle passeggiate ai viaggi ed ai trekking anche a tema (turistico; naturalistico; culturale; enogastronomico;…).

 

Scuderie didattiche

Programma di attività sarà la biodiversità equina (cavallo, asino, mulo, bardotto, pony e zebra) dal mondo antico ad oggi: la domesticazione, gli usi, imparare a riconoscere dai comportamenti del cavallo il suo stato d’animo. E’ opportuno dare molta importanza al primo approccio col mondo del cavallo. La prima esperienza in sella deve essere curata in modo particolare, affinché possa svolgersi con piacere e serenità. Il cavallo è un eccellente educatore per il bambino. Il rapporto che si instaurerà sarà di reciproca fiducia e rispetto. Si spiega il “linguaggio del cavallo”, cosa capire osservando loro le orecchie. Come è organizzato il campo visivo del cavallo, il piede, i mantelli, le andature ecc. Si passa al primo contatto con l’animale: avvicinarsi e accarezzarlo,…